Lettera aperta al sindaco di Livorno: i panda ciclisti chiedono un cambio di rotta

Prima di imbarcarci per la Sardegna abbiamo incontrato i panda ciclisti di Livorno, associazione locale del WWF. Con loro abbiamo cercato di raggiungere il sindaco per sottoporgli il documento Salvaciclisti. Dal comune però non ci hanno risposto.
Pubblichiamo il video della nostra pedalata e la lettera aperta che i ciclisti livornesi del WWF ci hanno inviato.

Al Sindaco Alessandro Cosimi.

Caro Sindaco,
sono un ciclista di Livorno, non uno della domenica, non ho un team, non ho una tuta aderente, non cerco la prestazione nemmeno quando sto per perdere il treno. Sono il classico studentello senza un euro in tasca, con una bici scassata e qualche sogno nel cassetto.
Ma più di tutto sono un ciclista urbano, uso la bicicletta per i miei spostamenti quotidiani…stazione…città…biblioteca…niente di speciale, spostamenti da 5 km o giù di lì. Lei ha mai provato a pedalare nella sua città? Si è mai affacciato alla finestra guardando il mare, un sole che spacca le pietre: “Sai ‘osa? Oggi vo’ in tasca a tutti, piglio la bici”.
Una bella pedalata, si scrolla via lo stress di dosso respirando un bel po’ di salmastro. Che bello. Ogni città di mare dovrebbe essere così. Ecco, la nostra non è proprio così, lo stress stranamente sfidando le leggi chimiche del nostro corpo, rimane. Anzi, aumenta. E con lui subentra l’ansia, la paura, la frustrazione.
Eppure in tutto il mondo, le diranno che la bici fa bene. Quale oscura trama capovolge le naturali leggi di una sana attività fisica quale la bicicletta, senza ombra di dubbio, è?
Non c’è nessuna trama, ci sono le scelte. Le scelte dei governi, del singolo, dei sindaci ovviamente.
Ha ereditato una rete ciclabile (ben 8 anni fa) scollegata e interrotta, un’ignoranza automobilistica senza pari, e ovviamente anche un po’ di folklore all’italiana. Quando ha deciso di mettere mano alla mobilità di queste città, quali di queste beghe pensava di risolvere per prima?
I parcheggi. Si, lei ha risolto il problema dei parcheggi, costruendone ben due in centro città(e si vocifera che ci siano tanti altri progetti in cantiere). Se storicamente siamo sempre stati il Porto Pisano, dopo il suo mandato saremo riconosciuti a pieno titolo come il Parcheggio Pisano.
Mi scusi il tono, sono giovane. E in più come ciclista vivo tutti quei problemi di stress che le dicevo prima. Non starò a dilungarmi ancora, se è interessato vada all’ufficio mobilità, secondo piano del comune, lì hanno tutte le carte che servono per dare una buona visione d’insieme del problema. La lettera è indirizzata a lei, e vorrei da lei una risposta, le percentuali dell’assessore Bettini sulle piste ciclabili le conosciamo già. Le percentuali hanno sempre un contesto e l’assessore Bettini e il comandante dei vigili Pucciarelli sanno perfettamente di quale contesto “colabrodo” stiamo parlando. C’è una campagna nazionale per la salvaguardia del ciclista, salvaiciclisti, stanno chiedendo adesioni a tutti i sindaci d’Italia,e so per certo che anche a lei è arrivato l’invito. Non risponda a me, risponda ai Livornesi, è a loro che deve il suo mandato.

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