Il tandem lento incontra la fabbrica lenta: Radiobici pedala tra i telai di Bonotto
La nostra pedalata è ripartita dopo una settimana condivisa con Simone Salvagnin, un vero ciclo esploratore. Nei prossimi giorni pubblicheremo i video realizzati con Simone. Con lui abbiamo spostato i 250 kg della Radiobici da Venezia a Trieste per poi rientrare in Veneto, a Schio. Simone è stato un perfetto compagno di strada per intercettare molte storie del Nord-Est laborioso e, più in generale, per guardare il paesaggio umano che abbiamo incontrato con un punto di vista diverso, capace di cogliere tutte le sfumature che forse avremmo lasciato per strada. In molti si ricordano di Simone perchè è un atleta non vedente, chi lo conosce veramente impara che la vista non si misura in diottrie. A Gradisca, a pochi chilometri da Trieste, un corpulento cameriere osservando la particolarità della nostra bici ci ha approcciato con una sensibilità montanara: “Chi l’è l’andicàp?”. La caduta di stile del soggetto in questione ci ha molto divertiti; la risposta di Simone (“veramente io non ci vedo ma la bici è un normale tandem”) all’inizio ha spiazzato lo sventurato oste ma ora mi accorgo che anche per me la risposta non è scontata: “la disabilità non è nelle persone ma nell’ambiente umano in cui sono costrette a vivere”. Per Simone è più facile salire una montagna di seimila metri che passeggiare in centro a Milano. Il discorso apre a mille considerazioni, la speranza è quella di ritrovare Simone prima della fine del viaggio. Nel frattempo ecco il primo degli incontri che abbiamo fatto con lui.
Radiobici a Molvena ha incontrato Lorenzo Bonotto, imprenditore tessile che assieme al fratello Giovanni ha dato vita a nuovo modo di fare impresa: la Fabbrica lenta. Tornare alle tradizioni e produrre senza sentire il fiato sul collo della Cina: “l’Italia ha perso la corsa a produrre sempre di più, i nostri tessuti raccontano una storia, con questa filosofia siamo riusciti a battere la concorrenza e a raddoppiare il fatturato”.






